L'arte di fare Radio: intervista a Linus

Chi sogna di fare lo speaker lo venera, o forse non tutti, ma di sicuro Linus non è un personaggio radiofonico come tutti gli altri: lui è Radio Deejay. E chi meglio di lui può dire la sua sui giovani che oggi si avvicinano al Mondo dell'Etere?!
Lo ha fatto in un'intervista a tutto campo a Quotidiano Net in cui però il popolare conduttore avverte: La Radio non è per Tutti!

"Ci sono professioni in cui l'anagrafe ha la sua logica, e questa è una di quelle. - dice Linus - Il nostro è un mestiere fatto di parole - certo, c'è la musica, ma le parole hanno un ruolo fondamentale. Per avere qualcosa di interessante da dire devi aver vissuto sufficientemente a lungo. Quando avevo 25 anni facevo già la radio ma, ad essere sinceri, non è che avessi grandi cose da dire. Direi che una tale consapevolezza si acquisisce ben oltre i 30 anni. Si matura una certa personalità. Devi avere un mix di freschezza e personalità."...continua

Quello che Linus dice va naturalmente contestualizzato e spiegato: è vero, l'Italia non è un paese per giovani in generale. E le grandi Radio (in primis proprio Radio Deejay) hanno speaker di punta che non sono più ragazzini, perché ci si concentra molto di più sulla personalità del conduttore che sul carattere della radio (stationality). E prima di arrabbiarci e pensare che a noi giovani bisogna dare comunque un input, un punto di partenza per cominciare la professione di speaker, valutiamo bene chi ci sta intorno e come noi vuole fare lo speaker radiofonico per motivi diversi dal nostro. Come lo stesso Linus sottolinea, c'è chi vuole fare lo speaker per diventare famoso, per raggiungere subito le alte vette dell'Etere, le grandi emittenti e diventare così "un nome". E' giusto quindi dire a queste persone che per farlo, bisogna realmente avere qualcosa da dire e che forse per diventare famosi le strade sono diverse e non passano per una radio.

Poi Linus continua e spiega come i tempi siano cambiati rispetto a quando lui era un giovane aspirante speaker: "Quando io ho cominciato eravamo tutti alla pari. Non c'erano livelli d'ingresso alti. Negli anni '70 si sono avvicinate alla radio persone con le estrazioni sociali più disparate. Io, perito elettrotecnico, ho cominciato con Gerry Scotti che studiava legge. Adesso la molla che avvicina chi vuole fare radio o tv quasi mai è la passione. Ai nostri tempi non c'era la speranza o l'ambizione di diventare famosi, c'era unicamente il piacere e il divertimento di farlo. Adesso la fama è non solo lo scopo, ma anche il perché. Ormai ci sono tante altre strade molto più semplici. Se vuoi fare il disc jokey e ti piace la musica vai in discoteca. Se vuoi diventare famoso perché sei carino o carina vai a fare un reality, un concorso di bellezza... Nel frattempo la radio ha alzato molto la posta, è più esigente!"

E voi che ne pensate aspiranti o affermati speaker? E' così che va il "nostro" mondo?


Articolo di Paola Coda

8 commenti:

  1. "la radio ha alzato molto la posta, è più esigente!"...ma se i palinsesti sono disseminati di personaggiucoli che poco e niente hanno a che fare con la radio...figli di papà...reduci da reality show...ce n'è di monnezza on air!!!

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  2. Nicola da Mantova30 novembre 2010 13:14

    ... e se la molla che spingesse qualcuno a avvicinarsi a radio o tv fosse ancora una grande passione, il piacere e il divertimento di farlo? se per qualcuno quello spirito ci fosse ancora ma nessuno ti da nemmeno una possibilità per dimostrarlo, perchè tutti convinti del fatto che si cerca la notorietà e non la possibilità di "farsi sentire"?? e allora in questo caso come si fa?

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  3. in realtà ha ragione, le richieste sono più alte, ma in direzioni diverse: professionalità e fama precedente vanno a pari passo: quindi, che tu sia bravo o uscito da un reality, il tuo spazio in radio puoi averlo.

    O a deejay o a 101 :)

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  4. Quale radio ha alzato la posta? Sarebbe bello fare la lista dei pregi e difetti dell'editoria radiofonica, caso per caso. Ci sarebbe da ridere, ma non da stare allegri... Intanto, se la posta ha il valore delle proposte che ho ricevuto in questi ultimi anni, me ne sto volentieri in vacanza ;-) a chiedermi (da ex triathleta, direttore e speaker) come Linus possa seguire tutto quello che gli viene attribuito.

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  5. Le radio "libere" generano solo ricordi carichi di nostalgia...non solo per questioni anagrafiche ma per la grande carica del Mito,del sogno di essere speaker,di parlare alle persone,di far sentire la musica che tu selezionavi e proponevi.Le radio di oggi sono evolute professionalmente ma involute a livello di proposte musicali,sempre più settoriali e guidate dalle case discografiche...tutte queste analisi di mercato e impostazioni derivanti dalla tecnica professionale esasperata hanno reso sterili molte realtà,prive di entusiasmo e di creatività ...gli schemi oggi sono predefiniti,formattati...è vero,le radio generavano personaggi,ora sono i personaggi famosi che fanno la radio,i cabarettisti,i cantanti stessi a volte....forse le web radio per ora hanno la libertà e l'indipendenza delle loro "zie" anni 70....massimo rispetto per l'amico Faber e tutti gli speaker della VERA Radio dimensione suono degli anni 80 per esempio!!!! beati noi che li abbiamo goduti ...Mauro Virgili

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  6. io penso allora di essere all'antica visto ke il mio sogno di fare la speaker e quello di divertirmi di comunciare e di esprimere la mia personalita :)

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  7. Tutto giusto quello che dive a parte il punto sulle motivazioni. Non è sempre vero che puntiamo solo a diventare qualcuno, ma crearsi un proprio nome, partendo dal presupposto che quello che si fa è un divertimento! ed avere un lavoro che piace e diverte penso sia il sogno di tutti.
    Personalmente lavoro 8/10 ore al giorno e tutti i giorni, alla sera, faccio una trasmissione per una web radio.. cosa mi spinge a farlo?? puro divertimento!! Un saluto

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  8. Sono pienamente d'accordo con quello che scrive Nicola da Mantova e ci si dovrebbe soffermare a riflettere su queste sue parole: "se per qualcuno quello spirito ci fosse ancora ma nessuno ti da nemmeno una possibilità per dimostrarlo, perchè tutti convinti del fatto che si cerca la notorietà e non la possibilità di "farsi sentire"?? e allora in questo caso come si fa?"

    Un saluto
    Valentina

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