
Avevo già scritto in merito a questi due
ingredienti fondamentali per diventare un buon conduttore radiofonico e soprattutto per diventare professionisti del caso (
leggi la prima parte).
Vorrei, ora, soffermarmi su quei "personaggi" che, ahime, credono di poter "speakerare" al microfono ma purtroppo nessuno dice loro che non è cosi semplice come pensano.
Spesso mi capita di parlare con qualcuno che vedrebbe bene intraprendere la nostra professione anche senza avere un minimo di talento.
Succede quando qualcuno di questi, si è trovato a dire qualche "scemenza" con un microfono in mano in qualche situazione tipo: animazione a qualche festa privata tra amici, festa di piazza organizzata dal paese o simili e vorrei ricordare a questi signori, che di Fiorello ce n'e' uno solo(al momento) .
Bene, a loro diciamo che non è esattamente la stessa cosa "fare radio" (termine usato spesso dagli speaker) e per quanto mi riguarda, ho già spiegato a più di qualcuno che lavorare in radio è completamente un'altra cosa.
E' proprio il talento che cambia le cose. E' come se, un conduttore radiofonico, decidesse di punto in bianco, di cambiare professione e si dedicasse ad un mestiere che non gli appartiene. Per tutti i mestieri ci vuole la predisposizione, non è semplice pensare di intarprendere una professione come un'altra senza avere basi forti e solide!! Ma quello che, ahimè, mi preoccupa più di ogni altra cosa è che anche per quanto riguarda le prestazioni che noi offriamo alle varie manifestazioni ed eventi sono penalizzate da chi non è professionista e chiede compensi ridicoli a discapito di chi offre professionalità e ottime capacità.....ma questo lo tratteremo in un secondo momento!
Loredana Forleo