2011: i Network cambiano gli speaker...ma sono sempre gli stessi!

Negli ultimi mesi stiamo assistendo alle cosìdette "pulizie di fine anno" nelle radio italiane. Cerchiamo di fare un po' di ordine tra le tante voci, le smentite e le conferme arrivate fino ad oggi 31 dicembre 2010.
 L'ultima in ordine d'arrivo è la notizia che Tamara Taylor, ex voce di RDS, dopo una lunga pausa di riflessione ha deciso di accettare la proposta di R101 e presto la sentiremo tramettere dai microfoni di Milano (guarda la video intervista esclusiva). Sempre ad R101 sono approdati altri due pezzi da 90 del microfono: Federico L'olandese Volante (dopo 16 anni di dirette a RTL 102.5) e Isabella Eleodori (Radio Capital e Radio 2)...continua

Altra notizia bomba riguarda lo sfaldamento dello Zoo di 105, la trasmissione di punta della radio italiana. Ieri si è scoperto che il trio Alisei-Noise-Wender ha accettato di condurre una trasmissione televisiva su Deejay Tv, lasciando Marco Mazzoli da solo alla guida dello Zoo
Da tempo si vocifera poi un ritorno di Fiorello in radio, da Radio 2 a Radio 1, resta l'incognita Marco Baldini che per contratto è ancora legato a Radio Kiss Kiss. 
Restando in casa Kiss Kiss, in questi ultimi due giorni si è appreso che Max Poli e Noè, due delle voci acquisite da Dimensione Suono Roma circa tre anni fa, lascieranno Radio Kiss Kiss per muoversi verso chissà quali altri lidi (presto li contatteremo per farci raccontare com'è andata). A questi si aggiunge Mariolina Simone (notizia giunta poco dopo aver pubblicato il seguente articolo)

Nel frattempo da Radio Deejay sono migrati Irene la Medica e Alessio Bertallot entrambi approdati a Radio 2 insieme ad Andrea Santonastaso, dalla stessa Radio 2 invece fa le valige Luca Bianchini.
Tra le novità recenti anche il passaggio di Paoletta da Rtl 102.5 a Radio Italia lo scorso 1 ottobre.
Restiamo in attesa dei cambiamenti in atto nelle radio più giovani come Virgin Radio e M2o, quest'ultima in una positiva fase rivoluzionaria anticipata dall'arrivo di Dino Brown circa un anno fa. (presto lo intervisteremo per farci anticipare qualcosa)

Tanti movimenti per rendere la Radio sempre più interessante ed accattivante, ma una riflessione nasce spontanea (non me ne vogliano i colleghi fin qui citati, che probabilmente converranno con questo mio pensiero): il problema delle radio italiane non potrebbe risiedere nel fatto che da anni, tranne in alcuni casi, gli speaker siano sempre gli stessi?
C'è una regoletta matematica semplice semplice che dice: cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia.

Giorgio d'Ecclesia
Responsabile Radiospeaker.it

p.s. Buon 2011 a tutti i lettori e gli iscritti a Radiospeaker.it

11 commenti:

  1. Dal punto di vista dei nuovi speaker, solo Deejay sta dimostrando di prendere sul serio il problema delle nuove leve. La parte difficile forse è trovare persone veramente capaci. Per esempio, i cinque ragazzi venuti fuori da "Un giorno da Deejay" sono sì bravi, ma li trovo eccessivamente ingessati, troppo ancorati a schemi tecnici che secondo me ne limitano fortemente la spontaneità e la naturalezza. Ed è per questo che li trovo fuori luogo a Deejay, una radio in cui la personalità del singolo speaker conta più di ogni altra cosa.

    Deejay Raf

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  2. ...il problema vero è che la Televisione se sei bello ma come si dice in gergo" non buchi il video " non avrai carriera facile ( la regola non vale per i reality)...in Radio basta avere una bella voce curata senza anima e vai bene comunque...le 1000 teorie per i clock vincenti diventano sterili nel momento in cui diventano mere equazioni matematiche prive di qualsivoglia novità editoriale...per quanto riguarda i Baroni consulenti editoriali dei grandi network, dovrebbero dimenticare l'america e i loro broadcaster...l'italia è diversa geneticamente...rischiate in fantasia !

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  3. ciaoooo, ottima riflessione...
    anche la Simone dovrebbe lasciare KK...

    Pierpaolo

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  4. spazio alle nuove leve! =)

    il risultato cambia comunque ed anche tanto!

    non potete certo dirmi che lavorare a Deejay sia come a Kiss Kiss?!
    Credetemi ci sono "capi" e "capi"... il bello è che decideranno solo ed esclusivamente loro...quindi...spazio alle nostre "seghe mentali" .

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  5. ma che nuove leve... qua se non sei un personaggio televisivo appunto, e pure bello, manco te rispondono al telefono nelle radio quelle che pagano, e pure bene.. E se nn c'hai il santo in paradiso, idem. Se poi sei il figlio di... e studi scienze della comunicazione all'università, beh allora c'hai proprio le phisique du role.
    Povera Radio, di finardiana memoria...
    Eddai, e non ci pigliamo in giro...

    Flo

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  6. beh... mi rifaccio al primo commento... nulla da togliere a chi lavora giorno dopo giorno e si impegna costantemente ma le nuove leve di Deejay (pur avendo delle voci carine e suonano bene anche se sono molto comuni e non hanno nulla di particolare) tecnicamente ne sanno poco.. ogni volta che li ascolto combinano qualche cappellata in diretta.. eh no.. sono cose basilari, non mi si può cadere sugli intro o sbagliare i tempi!

    Ema

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  7. Giorgio hai perfettamente ragione... ma purtroppo in Italia funziona tutto così o per raccomandazione o per altro... Le generazioni non cambiano e le classi dirigenti sono sempre piu anziane... E' un discorso che vale sia per le radio che non danno spazio ai giovani emergenti che sono altrettanto bravi e meritevoli ... ma questo discorso vale anche per la politica basta guardare il nostro parlamento e le nostre camere.... Meditate italiani....

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  8. Io vi confesso che non ho provato interesse a leggere di questi spostamenti. Come detto, sia perchè i personaggi sono noiosamente sempre gli stessi, sia perchè le ragioni degli spostamenti è sempre lo stesso: fattore economico (soldi). Il format delle radio è talmente uguale e piatto che se uno speaker si sposta da una radio all'altra neanche te ne accorgi...
    Per esempio la sostituzione di Tamara con Allegretti è passata inosservata, perchè accento inglese a parte le cose che dicono sono sempre le stesse.. Non c'è mai opinione, sempre e solo lettura delle notiziette da internet.

    Quanta vita avrà una radio del genere?
    MAH!

    Fede

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  9. Le radio sono come gli ascoltatori le hanno volute. gli editori ragionano da tempo solo sui numeri che generano i format. Buon divertimento!

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  10. Mah..Non è vero che le radio sono come gli ascoltatori le hanno volute. E' risaputo che il sistema di rilevamento ascolti AUDIRADIO si basa sulla forza del marchio. Più è forte il marchio, più autoproduce ascolto. Ascolto= soldi. Soldi = campagne pubblicitarie. Equazione abbastanza semplice da realizza. Poi va considerato che c'è una tendenza nella società che si chiama ADEGUAMENTO. Ascolto quella radio perchè so che l'ascoltano tutti. Mi faccio degli stessi 10 successi ogni 2 ore di rds, rtl etc.. perchè quella è l'offerta che posso avere. Forse se il mio cervello non si fosse rimpicciolito ad ascoltare 50 volte al giorno gloria all'uccellino di zucchero probabilmente ora avrei più fantasia per richiedere alla radio qualcosa di diverso e più originale...

    Il vero problema è: Comè cambiata la radio dal 2000 ad oggi?? E' cambiata?! Secondo me NO. O non quanto nei decenni precedenti. E questo perchè ci sono sempre gli stessi che dicono sempre le stesse cose che dicono tutti, gli stessi programmi, stesse battute....

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  11. Mario Caminita5 gennaio 2011 16:52

    La radio sta cambiando, piano piano, ma cambierà.I network restano ancorati alle loro logiche, la rete,intanto, avanza. Personalmente trasmetto, (e dirigo), una radio palermitana, e ho sempre cercato di uscire da certi schemi ormai superati, cercando di fare le cose per gradi, non è certo sconvolgendo tutto in poco tempo che si raggiungono risultati. Ma la più grande difficoltà per me è trovare nuove voci, capaci di subentrare (un giorno) agli abilissimi speakers, ormai ultra quarantenni, (me compreso). Cerco sempre la possibilità di creare nuovi format, ispirandomi a ciò che mi circonda, e cercando di stimolare la curiosità dell'ascoltatore, sia per contenuti, che per scelta musicale. Tutto questo non è facile, ma forse (e per fortuna) essendo una piccola, ma importante realtà locale ho più chance rispetto ai network nazionali, dove per altro ho lavorato per diversi anni. Le logiche territoriali mi portano ad una forte voglia di usurpare quel potere, a volte, immeritato dei network. Chi l'ha dura la vince ??? Beh, io ci provo.

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