In tempi ( quelli in cui leggiamo) in cui essere immigrato equivale spesso a non avere molta voce in capitolo o peggio a non averne affatto in merito alle scelte di Welfare di un Paese troppo distratto quanto sordo ai temi del disagio dell’altro, c’è una radio che ha scelto di “prestare” la propria voce a chi, stanco, non sa più come orientarsi tra i meandri della lenta burocrazia e gli slalom impossibili degli iter legali.
L’ esempio di sensibilizzazione che stiamo per leggere è davvero singolare e forse ci pone davanti a tanti interrogativi sul come nel Belpaese si discuta di “social care” perché non proviene dalle istituzioni, non parla il linguaggio della politica ma arriva con tutta la sua dirompente dinamicità da una realtà creativa , quella radiofonica, che non smette mai di essere in onda sui temi dell’attualità. E’ infatti un’emittente, Radio Onda d'Urto, che decide in queste ore di far partire una raccolta fondi in sostegno degli immigrati trattenuti nel corso dei giorni precedenti nell'ambito della protesta presso la gru del quartiere San Faustino nel bresciano, extracomunitari aggiogati tra le spese legali e le incognite sul proprio futuro, persi oramai nei Centri di identificazione ed espulsione in attesa di deportazione. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione che si avvera “on air” per aiutare i contestatori stranieri arrestati nella città durante le giornate di aspra lotta e che mira a sostenere le spese legali dei ricorsi di coloro che durante le azioni di polizia sono stati prima rinchiusi nei Cie e poi deportati nei paesi d’origine (subito dopo le trattative che hanno portato giù dalla gru gli ultimi manifestanti, difatti, due di questi sono stati già rimpatriati in Egitto)...continua




