Tutti possono diventare speaker?

In quest'era della velocità, del " tutto è possibile, basta solo qualche aggancio! ", sembra che ogni ambito della nostra esistenza si sia adeguato a questa politica, compreso il mondo del lavoro; se poi aggiungiamo la considerazione che certi lavori non sono considerati tali ( per tempo e fatica ) la domanda sorge spontanea:
Come diventare uno speaker radiofonico?

Viaggiando sulle frequenze e ascoltando i vari conduttori radiofonici, in noi umili usufruitori di radiosveglie e autostereo si fa sempre più strada il pensiero:" Anch'io posso farlo! Basta un po' di faccia tosta e conoscenze o compromessi! ".
Nessuna cura per la dizione, pochi argomenti interessanti, troppe pubblicità o trasmissioni in cui si leggono esclusivamente gli sms degli ascoltatori...

Cos'è quindi che divide la popolazione in: radioconduttori, provinanti e ascoltatori? Qual è l'elemento discriminante? L'ingrediente segreto? Non esistono più gli speaker appassionati e ribelli di tanti anni fa o è l'invidia che fa parlare chi "non ha voce in capitolo"? Sarà che ascoltiamo la radio in mezzo al traffico o alle sette di mattina e
non sappaimo cogliere il lato artistico di alcuni dei conduttori radiofonici?
Mi auguro sia così...

Kale

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