Il radio-pensiero di Luca Viscardi (Radio Number One)

Luca Viscardi, classe 1969, comprovato conduttore radiofonico italiano e manager della radiofonia italiana (conduttore, direttore programmi e direttore responsabile di Rtl 102.5; conduttore e direttore programmi di Play Radio; attualmente direttore di Radio Number One), affronta dopo varie sollecitazioni da parte degli utenti del suo blog, l'argomento “Radio”.

Un tema, come lui stesso ammette, accuratamente evitato a causa della costante presenza di quelle che lui definisce “anime suscettibili” che vanno a creare un contesto che poco lo diverte. Proprio per questi motivi il suo intervento si limita ad esprimere un' opinione generale, ma chiara e diretta, per ciò che concerne il mondo della radio in Italia. Viscardi infatti va subito al sodo: “In questo periodo dico che non mi strappo i capelli per il livello. Mi sembra che ci sia una qualità generale tendente al ribasso, forse c’è un po’ di stanchezza, dettata anche dal fatto che stiamo invecchiando un po’ tutti… mi ci metto in prima fila, ovviamente. Però quello che penso sia il più grande punto di debolezza, è l’incapacità di fare “sistema”, di costituire un blocco compatto, che lavori per il bene generale del mezzo, prima che per il proprio orticello. Una vecchia storia”. Forse se volgiamo lo sguardo, anzi l'orecchio, al passato possiamo ritrovare l'entusiasmo che guidava chi faceva questo mestiere davvero per passione, perchè per nulla o ancora poco assoggettato alle logiche di un mercato che ora sempre più impone la realizzazione di un prodotto ben specifico...continua

“Poi ci sono i formati”, continua Viscardi, “radio molto simili, chiuse in una specie di spirale cane-coda dalle esigenze commerciali. Se potessi liberamente scegliere cosa proporre oggi alla radio, opterei per una versione locale di amp 97.1, il formato che a los angeles ha avuto molto successo.”
Una radio, quella auspicata da Viscardi che porti un sferzata di energia, che rigeneri gli animi. “Mi manca una radio così, che non molli mai, che sia sempre al massimo del ritmo in qualunque momento. Mi suona in testa da un sacco di tempo, ma non ho mai avuto l’occasione di farla. In alcune città si sta anche lavorando al formato “all news” in versione locale; fatico ad immaginarne la “vendibilità”. Un panorama quello offertoci da Viscardi che sembra non lasciare molto spazio al nuovo, ristretto entro confini ben precisi chiamati: formato-vendibilità-esigenze di mercato. Ma siamo sicuri di non poter fare un' inversione di rotta?

Articolo di Catia Demonte

2 commenti:

  1. PLAY RADIO di cui Viscardi era direttore artistico è morta in 2 anni e nonstante sia sepolta da tre anni ormai, ancora oggi continua ad essere molto più avanti di tutte le altre. Quella era una radio davvero grande. Il portachiavi è sempre nella mia tasca assieme alle chiavi di casa. Grazie a Luca per averci fatto sognare anche solo per due anni appena.
    Pierpaolo

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  2. Mi chiedo ancora perché sia morta, la voglia di fare c'era, la squadra c'era. Forse l'editore, prima di svenderla, non ci credeva granché...

    Andrea

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