Il caso Radio Padania sbarca anche in Parlamento

Il caso radiofonico di questo inizio 2011 è sicuramente lo sbarco di Radio Padania nel Salento, e non accennano ad abbassarsi i toni della polemica, al punto che il caso è giunto alle porte del Parlamento.
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al 17 dicembre scorso l’emittente leghista ha occupato la frequenza 105,6 appartenente a Radio Nice, del gruppo Mixer Media. Nessuna novità all’orizzonte per il momento, nonostante le proteste e le accuse rivolte alla truppa lumbard da cittadini e istituzioni.


L’avvocato del gruppo Mixer Media Gianluigi Pellegrino ha dichiarato che dopo la diffida al Ministero dello Sviluppo Economico perché la spenga immediatamente, sta preparando un ricorso al Tar e un’azione risarcitoria sia nei confronti del Ministero stesso che di Radio Padania.  Ma non saranno le uniche azioni del prossimo futuro. Il caso sta per sbarcare infatti anche in Parlamento con le interrogazioni parlamentari del deputato Teresa Bellanova e del senatore Alberto Maritati, entrambi Pd, che hanno chiesto risposta al ministro Paolo Romani. [continua]
Tre sono i quesiti posti. Si chiede se sia legittimo, sulla base della vigente disciplina, occupare frequenze già di proprietà di un’altra emittente; se e come il ministro ritiene che l’operato di Radio Padania si concili con la disciplina vigente della materia e «con qualsiasi altra forma di legalità»; se e come si svolge la vigilanza sulla qualità dei contenuti trasmessi dalle emittenti che beneficiano di contributi statali in virtù di specifici privilegi.
Intanto, secondo indiscrezioni, i responsabili di Radio Padania Libera si starebbero adoperando per spegnere il segnale grazie ad un accordo con un grosso network. L’intenzione non sarebbe, comunque, quella di abbandonare definitivamente il Salento.

Articolo di Paola Coda

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