Giornalismo Radiofonico: Radiospeaker intervista il caporedattore di Rds, Gianluca Teodori

Le interviste di Radiospeaker continuano! Questa volta parliamo di Giornalismo Radiofonico con Gianluca Teodori, giornalista radiofonico e caporedattore di RDS.



Ciao Gianluca, hai voglia di raccontarci come e quando è iniziata la tua avventura in radio, e come sei approdato a Rds?
 E' iniziata tanto tempo fa, tra anni 80 e 90. Prima, come tanti, avevo speso anni di gavetta tra collaborazioni varie. Prima la tv, Teleroma 56, storica emittente della Capitale, poi carta stampata. Il primo passo verso RDS rappresentò quasi realizzare un sogno, visto che allora, a vent' anni, ero un semplice ascoltatore. Dico primo passo verso RDS perchè il cammino iniziò con Dimensione Suono Roma. L' emittente locale del gruppo era nata da poco, nel 1992. Per un primo periodo mi occupai di calcio, la materia che curavo anche a Teleroma. Fu una grande esperienza lavorare a contatto con personaggi del calibro di Nando Martellini, un Maestro indimenticabile. Nel 1993 Silvio Piccinno che dirigeva l' emittente  pensò di mettere su una redazione, mi diede fiducia ed ero nel posto giusto. Fu una bella avventura, tanta cronaca, tanta strada, un' importantissima palestra. Il capo della Redazione era Bruno Ployer, oggi a Sky TG24. A lui debbo molto  delle cose che ho imparato. A Dimensione Suono Roma ho guidato la redazione dal 1999 al 2003. Poi il Presidente, Eduardo Montefusco mi ha affidato la redazione di RDS. [continua]

Perché hai scelto la Radio e non i giornali o la Tv?
Non credo di aver scelto la radio, credo sia accaduto il contrario. Forse è davvero la radio che ha scelto me. Tra le varie esperienze che da studente e aspirante giornalista mettevo insieme sul campo è stata subito, senz' altro, la più stimolante. Ha influito il fatto che fossi un ascoltatore fedele, a diciotto anni, della radio per cui oggi lavoro. Nella radio c' è il racconto e c'è la stessa magia che può sorprenderti leggendo un libro. Vivi ed elabori. Se leggi un libro immagini, vedi scenari, ritratti, cose. Con la radio accade lo stesso.

Un giornalista radiofonico va in onda con il GR più volte durante la giornata: quali sono i trucchi per fare un buon giornale radio?
Non esistono trucchi particolari. O meglio, esistono criteri che non tradiscono. Le notizie sono il racconto degli eventi e gli eventi vanno avanti da soli nel corso della giornata. Chi informa alla radio deve mettersi sempre dalla parte dell' ascoltatore: il linguaggio deve essere diretto, semplice, fruibile. E deve trasmettere senza filtri quello che davvero interessa al pubblico che ascolta. E' importante avere il polso, gli umori di chi sta dall' altra parte. Il primo test può essere la semplice reazione del fonico, all' ascolto dall' “altra parte del vetro”, come chi fa il nostro mestiere ama dire.

Ormai sei all’interno di Rds da alcuni anni. Rispetto a quando hai iniziato la tua carriera, credi che la professione di giornalista radiofonico e la Radio in genere, sia cambiata o è rimasta comunque la stessa?
La professione è profondamente cambiata da un punto di vista strettamente tecnico. Nel 1993 a Dimensione Suono Roma negli studi di Viale Mazzini usavamo il Revox e tagliavamo le interviste con le bobine dei nastri. Tagliavamo fisicamente, con la taglierina, il gessetto e l' adesivo. A metà degli anni Novanta è arrivato il computer. Oggi nella Sede di RDS alla Balduina l'editing audio è governato assolutamente dall' alta tecnologia. Un' intervista fatta in esterna si riversa con un semplice cavetto. Ecco, il giornalista alla radio deve seguire necessariamente l' evoluzione della tecnologia. Dal punto di vista della raccolta delle notizie internet ha moltiplicato il flusso, stringendo molto i tempi delle doverose verifiche. Prima la notizia si cercava di più, oggi il lavoro è soprattutto selezione. Ma è solo un' evoluzione professionale: la tecnologia e internet non fanno il giornalista, non ti dicono dov' è la notizia, sta sempre a te lavorare in quella direzione. Internet non ti aiuta a raccontare. Se sei in strada a raccontare un fatto serve solo la tua fantasia, l'efficacia del racconto, la suggestione come capacità di suggerimento, di catturare l' attenzione.

A chi sogna di fare il giornalista radiofonico che strada consigli di seguire? Come si entra in una redazione radiofonica?
La strada è sempre la stessa, partire da una "palestra", bussare anche alle radio più piccole anche se devo dire che oggi è molto difficile. Soprattutto perchè la crisi economica morde ancora. Può sembrare una banalità ma serve "orecchio". Ascoltare molto l' informazione alla radio, carpire le sfumature con il semplice ascolto è sempre il primo passo. Scoprire una voce pulita da "imitare" ad esempio. E poi curare molto la voce e la dizione: è scontato ma oggi sembra diventato un dettaglio trascurabile. Sentiamo tanta comunicazione presentata spesso in modo scadente, sciatto.  Lo studio della dizione e della voce è molto duro ma serve per migliorare se stessi. Il giornalista alla radio ha un solo strumento, la sua voce. Se non la cura, non cura il suo unico strumento, il suo marchio di fabbrica, il suo biglietto da visita.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
Radiospeaker.it  è una piacevole scoperta. Un sito specializzato che colma un vuoto. E' un sito pieno di cose interessanti.

Intervista di Arianna Caramanti

5 commenti:

  1. Complimenti ottima giornalista!!! mi piace tantissimo!!!

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  2. Complimenti Arianna Caramanti

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  3. Complimenti per l'articolo =) Brava Arianna ! ;)

    Un saluto
    Valentina

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  4. C'è tanto da imparare da uno come Teodori, grande giornalista e grande voce!
    Francesco

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  5. Brava... e adesso apprezzata per il modo garbato e sobrio di condurre una trasmissione radiofonica romana senza scadere nello stile becero e infimo di molte sue colleghe. Codeste, pur di farsi notare, non si fanno troppi scrupoli nell'attuare uno stile fin troppo aggressivo e provocatorio, il più delle volte scadente nel triviale, per tentare di scalare le alte vette dell'etere nostrano... e per una donna che parla in quel modo non è certamente il massimo per le orecchie di chi l'ascolta! In più la nostra Arianna possiede una voce calda e suadente che, obiettivamente, contribuisce ad allietare il radioascoltatore.

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